Una Canzone per te
EMANUELE BOSI — DAVIDE
Di cosa parla il film?
Davide, il mio personaggio, è allʼultimo anno di liceo e ha una sola grande ambizione: partecipare allʼMTV NEW TALENT con la sua band, i Nais Nois. Solo che, a un certo punto, per una serie di accadimenti, di strane coincidenze, come fosse una sorta di effetto domino, Davide perde nello stesso giorno la ragazza, lʼammissione allʼ MTV NEW TALENT e compromette pesantemente lʼintero anno scolastico. Per fortuna, però, il destino gli concederà lʼopportunità di rivivere questo giorno e di sistemare tutto, ma le cose prenderanno una piega diversa! Per me il film rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo.
Come descriveresti il tuo personaggio?
È molto diverso da me: io sono più pacato e riflessivo, mentre Davide è estroverso, iperattivo, in battaglia con il mondo intero. Si fa amare da tutti e lo fa con un poʼ di furbizia, è convinto di risolvere i problemi con un sorriso magico, come dice il regista. Il destino sarà il suo vero unico antagonista, quello muoverà tutte le carte della storia creando in lui una grande instabilità.
Comʼè stato lavorare con il regista?
Abbiamo provato molti giorni con Simone, prima delle riprese, per costruire i vari personaggi, da quello più importante a quelli secondari, e creare una sorta di empatia tra tutti noi. Io avevo un grande bisogno di capire il personaggio, di entrare nella sua psicologia e nelle dinamiche che lo fanno muovere, quindi per me è stato uno step fondamentale.
Avete suonato con gli altri gruppi?
Sì, abbiamo avuto modo di suonare, di provare anche le canzoni e di costruire quellʼaffiatamento con il gruppo necessario per lo sviluppo di tutto il film, dato che loro sono i miei amici di sempre, quelli con cui cʼè più confidenza e condivisione.
Invece il rapporto con Agnese?
Agnese è una ragazza molto profonda e timida, più matura rispetto a noi, una vera e propria outsider. È lei che mi migliora, migliora il mio carattere superficiale ed egoista e lo fa attraverso la musica. Anche se appare così remissiva, in realtà si rivela la più forte,
lʼunica che riesce psicologicamente a sottometterci, lʼunica che riesce ad insegnarci qualcosa.
Comʼ è stato il tuo provino?
Cʼè stata una selezione molto dura. Ho cominciato con un colloquio poi ho fatto una serie di provini, anche a coppie, per testare il rapporto e lʼempatia tra i protagonisti, e già da lì ho dovuto iniziare a modificare il mio carattere e a renderlo più simile a quello del mio personaggio.
Come ti sembra in questo film il rapporto che hai con i tuoi genitori?
È il classico rapporto che gli adolescenti hanno con i propri genitori, pieno di conflittualità e ribellioni. Inoltre, Davide in alcune situazioni dimostrerà una maggiore maturità dei suoi: del padre, eterno bambino, e della madre, desiderosa di evadere dalla quotidianità.
Qual è stata la scena più difficile?
Indubbiamente la scena del concerto della fine del film, perché, a parte le oggettive difficoltà di realizzazione, io avevo 38 di febbre ed è stato sfiancante. Dovevo, infatti, esprimere una certa forza e energia e in quelle condizioni non era facile, comunque ho stretto i denti e ce lʼho fatta! Alla fine è stato anche divertente, perché il pubblico era vero ed esultava, la musica cʼera sul serio, io cantavo veramente, quindi è stato bello!
E unʼaltra scena divertente a parte questa del concerto?
A parte lʼaltro concerto a scuola allʼinizio del film, unʼaltra scena divertente è stata quella in cui Gino — Giacomo Scilla — viene investito da una camionetta dellʼAMA e cade dalla bicicletta, mentre io tento di farlo riprendere con ogni mezzo pur di portarlo a scuola e
farmi aiutare con il compito in classe. Ne è uscita una gag bellissima!
Come ti sei trovato sul set?
Lʼatmosfera è stata sempre molto divertente, era un piacere andare ogni giorno sul set. Il film è volato e il gruppo di lavoro è stato fantastico.
MICHELA QUATTROCIOCCHE — SILVIA
Come descriveresti il tuo personaggio?
Il mio personaggio si chiama Silvia, una ragazza di diciotto anni di buona famiglia, che è fidanzata con il protagonista Davide. Sono due tipi completamente diversi: lei è molto studiosa e pacata, mentre lui è un gran casinista. E, come spesso accade, questa diversità è il fuoco della loro attrazione.
Cosa ti è piaciuto di questa storia quando te lʼhanno proposta?
Mi è piaciuta la sua singolarità, il fatto che il vero protagonista non è né lʼamore né lʼamicizia, ma il destino e la forza con cui si impone sugli eventi.
Come avete lavorato con il regista sul personaggio?
È un regista molto bravo ed ha dimostrato una particolare cura e attenzione nei confronti di noi attori. Abbiamo fatto circa 5 o 6 giornate di prove a teatro e mi è servito molto. Ci siamo preparati a fondo sui personaggi e ne abbiamo analizzato psicologia, movimenti,
ogni aspetto che potesse esserci utile. Simone voleva che Silvia fosse una ragazza determinata e allo stesso tempo fragile, di buona famiglia, molto attenta allʼapparenza e comunque “perfettina”, esattamente lʼopposto di Davide: spero di esserci riuscita!
La scena più difficile e quella più divertente?
La scena più difficile è stata senza dubbio quella finale, perché rappresenta il mio momento di malinconia, di tristezza, il momento in cui ho perso tutto. Mentre di scene divertenti potrei citare tutte quelle corali, dato che tra noi del cast si è instaurato un bellissimo rapporto, sia dentro che fuori dal set.
E la musica non è solo un ingrediente presente anche nel
titolo, ma influenza il ritmo stesso del film, rendendolo nel tempo più caldo e romantico, con l'anima pop che prende il sopravvento su quella rock.
18-06-2010










































